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Approfondimenti

 

 

Iniezione per umidità da risalita con garanzia decennale

Risanamento da umidità di risalita tramite Iniezioni e barriera chimica con rilascio di garanzia decennale L’umidità è un problema comune a molte case, soprattutto nelle aree in prossimità del mare ma non solo. L’effetto anti estetico è visibile ad occhio nudo (macchie di nero, intonaco scollato, pareti ingiallite etc) ma a questo si aggiunge un danno alla salute per la scarsa areazione dell’ambiente.
La manutenzione delle pareti è fondamentale per asciugare del tutto i muri, impedire l’umidità da risalita e il ritorno dei Sali dannosi (e soprattutto eliminare del tutto quelli rimasti intrappolati che da soli possono tornare ad annerire la parete). In commercio esistono prodotti fai da te ma solo l’intervento di una ditta specializzata assicura un risultato duraturo nel tempo (e difatti le aziende del settore serie offrono una garanzia scritta di 10 anni con relativa polizza assicurativadel loro lavoro).

In pratica il professionista andrà ad iniettare nelle pareti una sostanza idro-repellente che forma una sorta di barriera chimica che blocca l’acqua in risalita.
Sembra un’operazione semplice ma bisogna conoscere esattamente le dosi e il punto sul quale intervenire. Il metodo infatti funziona solo se riesce ad intasare tutto il materiale dello strato di parete interessato. Inoltre le resine solventi pur essendo più efficaci sono molto volatili e quindi richiedono una particolare attenzione.
Il tipo di iniezione a bassa pressione varia inoltre anche a seconda dello spessore del muro, della presenza o meno di vuoti nella muratura e del tipo di materiale. Si tratta di interventi non reversibili quindi è fondamentale affidarsi ad una ditta che assicuri una garanzia del lavoro fatto. Non è vero quindi che comprare soluzioni anti umidità fai da te permette di risparmiare, almeno non nel lungo periodo.
L’umidità peraltro è un problema che peggiora progressivamente quindi è consigliabile intervenire sempre in maniera tempestiva e definitiva senza rimandare.

Umidità ascendente
Le Cause




Quando una soluzione acquosa entra in contatto con un materiale poroso, tende a diffondersi al suo interno. I fattori e i meccanismi che attivano questo fenomeno di assorbimento capillare che in edilizia è denominato “umidità ascendente “ sono principalmente:

  • presenza d’acqua nel terreno,
  • porosità dei materiali da costruzione,
  • mancanza di adeguati isolamenti delle strutture,
  • dimensioni dei capillari,
  • scabrosità delle loro superfici,
  • tensione superficiale dei liquidi,
  • coesione dei liquidi con le pareti dei capillari.

Per effetto della tensione superficiale, l’acqua forma un angolo di contatto, a menisco concavo, con la parete scabrosa del capillare. Grazie a questo contatto e alla propria forza di coesione/adesione, l’acqua tende a salire verso l’alto in misura inversamente proporzionale alla dimensione di sezione dei capillari (legge di Yurin).



Soluzioni
1) Barriera Chimica






Il rimedio o la soluzione consiste nel realizzare un rivestimento delle pareti dei capillari della muratura, con una sostanza idrofoba - scivolosa che modifica l’angolo di contatto dell’acqua al capillare, ne inibisce la forza di coesione/adesione e ne annulla la risalita verso l’alto.
I capillari rimangono aperti, liberi di traspirare e permettono così alla muratura di mantenere il proprio equilibrio termo-igrometrico, evitando asciugature troppo veloci ed esasperate, riducendo e inducendo fuori dallo spessore murale l’effetto di una eventuale cristallizzazione salina a salvaguardia dei supporti superficiali più delicati e/o decorati.





Barriera Chimica (Prodotti)
I prodotti impiegati per questo scopo fanno parte della famiglia dei derivati organici del silicio:

  • organo-polisilossano oligomerico ed altri additivi idrorepellenti formulati in solvente dearomatizzato;
  • alchil-alcossi-silano monomero bicomponente (nanomolecola) disciolto in acqua e catalizzato.

Essi sono formulati in modo specifico al fine di avere le caratteristiche essenziali quali basso peso molecolare, bassa viscosità e bassa tensione superficiale per :
consentire una buona penetrazione e diffusione all’interno dei materiali da costruzione,

  • evitare una eccessiva diluizione del prodotto nella muratura,
  • polimerizzare velocemente anche in presenza d’acqua,
  • permettere un immediato inizio della fase di asciugatura,
  • essere compatibile con substrati calcarei, silicei e con le diverse tipologie di materiali impiegati nelle costruzioni,
  • non avere efflorescenza aggiunta causata da sottoprodotti di reazione,
  • essere resistenti all’aggressione acida e basica, all’escursione termica, all’attacco di microrganismi, all’ossidazione.


Una particolare attenzione va riservata a murature che hanno assorbito acque inquinate da nitrati, per la vicinanza di terreni concimati o per destinazione d’uso a stalla dei vecchi edifici o semplicemente perché venute in contatto con acque di condotti fognari o fosse biologiche non più ermetici. La presenza di questi sali nei manufatti o nelle malte in concentrazioni superiori allo 0,15% del peso della muratura, crea una barriera fisica alla normale reazione delle sopradescritte resine indebolendo la loro azione idrofoba. A tale condizione si può porre rimedio utilizzando un opportuno reticolante formulato in solvente alifatico, unito come additivo alle medesime resine utilizzate per la saturazione idrofobizzante.





Barriera Chimica (Applicazione)





La frequenza, la dislocazione e la profondità dei fori, vengono decise e adeguate al contesto dopo un attenta lettura della composizione e disposizione della muratura, sempre e comunque secondo il criterio di perforazione e iniezione a bas¬sa pressione, ripetuto per diverse porzioni di muratura, fino alla totale saturazione in lunghezza e in profondità delle parti interessate, senza compromettere o alterare la staticità degli edifici.

  • Il diametro dei fori è pari a 1cm.
  • L’interasse varia da 5 a 10 cm.
  • La dislocazione dei fori è distribuita in fila semplice, doppia, tripla o quadrupla, secondo le necessità.
  • La distanza delle file di fori fra loro varia in funzione della dimensione modulare delle malte di allettamento e dei conci allettati.
  • Lo spessore raggiungibile operando da un solo lato delle pareti è pari a 60 cm. (con un massimo di 100 cm in casi particolari).
  • Lo spessore raggiungibile intervenendo da due lati delle pareti è pari a 120 cm. (con un massimo di 200 cm in casi particolari).

L'impiego della bassa pressione variabile da 1 a 7 bar, permette di abbassare i tempi di lavorazione, ma soprattutto, di controllare la diffusione del formulato all’interno della muratura, segnalando mediante la variazione di pressione sui manometri, ostacoli, crepe o difformità del tessuto murale.
In questo modo, ogni sezione di muratura iniettata è anche controllata dall’operatore che in caso di necessità, opera le varianti più opportune al sistema applicativo, quali regolazione di:

  • interasse dei fori,
  • pressione di iniezione,
  • quantità del formulato da iniettare
  • tempi di iniezione
  • fasi di perforazione-iniezione.

garantendo così un perfetto e sicuro risultato finale. La versatilità del sistema permette un adeguamento mirato, alle tipologie di muratura più svariate.

Barriera Chimica (Asciugatura)

La cessazione della risalita d’acqua interrompe per sempre questo ciclo di assorbimento–asciugatura e migrazione-cristallizzazione.
Durante tutto il periodo di asciugatura, c’è la possibilità che l’evaporazione dell’umidità residua porti in superficie i sali per l’ultima volta. Questi andranno semplicemente rimossi mediante spazzolatura o risciacquo prima del rifacimento dei nuovi intonaci.



La muratura ritorna così alla condizione di umidità specifica originale e recupera le proprie prestazioni di inerzia termica, efficacia coibente e resistenza meccanica.




Esempio tipico di asciugatura, conformazione di efflorescenze saline.



Esposizione agli agenti atmosferici e alle correnti d’aria, spessore delle pareti stesse, natura dei materiali che le costituiscono, presenza o meno degli intonaci o dei rivestimenti, presenza di concentrazioni saline elevate o particolari qualità di sali residui, sono tutte variabili che possono incidere sui tempi necessari alle murature per completare il processo di asciugatura.
Una muratura in mattoni o pieni può asciugare per uno spessore di 2cm al mese.
Una muratura in pietra può asciugare per uno spessore di 2/4 cm al mese.
Una muratura si considera asciutta quando la quantità di umidità residua è pari o inferiore al 3% del peso della muratura stessa.
L'aggiunta temporanea di soluzioni acquose (come quelle da noi impiegate) in murature umide ne aumenta il contenuto di acqua, ma questo incremento è momentaneo in quanto aumenta nel contempo anche la velocità di evaporazione sino al raggiungimento del valore di equilibrio (concetto espresso dal diagramma di Krischer e Gorling).



Barriera Chimica (il reintonaco)

Gli intonaci aprono un capitolo complementare a quello del risanamento delle murature e al risanamento degli ambienti abitati.
Essendo “nati“ come protezione ultima delle murature, hanno spesso subito minore considerazione rispetto alle altre componenti edilizie perché considerati superficie di sacrificio.
Intonaci nuovi, realizzati con prodotti inquinati da componenti saline o realizzati prima o subito dopo un trattamento di barriera chimica ma senza l’opportuno strato di intonaco antisale, potrebbero manifestare nell’arco di uno o due anni nuove macchie di umidità indipendenti dalla risalita capillare. Per tutti questi motivi è opportuno analizzare con attenzione la natura, lo stato di conservazione, lo stato di esercizio e il grado di inquinamento di tutti gli intonaci, sia dei rustici che dei civili, così da adottare modalità di intervento più appropriate e in linea con il risanamento raggiunto con la deumidificazione.
Una particolare attenzione va riservata all’inquinamento da sali nitrati, per il quale vanno adottati tempi e procedure di intervento specifiche.
Ancorché il pregio lo giustifichi, andrebbe affidata a restauratori. Mentre per la formazione di intonaci nuovi ci si può affidare ad applicatori specializzati o tradizionali purché vengano rispettate le indicazioni operative e qualitative da noi consigliate.

Il Reintonaco successivo al risanamento

Il reintonaco dopo l’esecuzione della barriera chimica, può essere effettuato in tempi diversi, a murature completamente asciugate o a murature ancora umide.
Dopo la completa asciugatura delle murature risanate,utilizzando malte a base di sola calce idraulica naturale tipo (I-60 Lafarge EN 459-1 NHL 3,5 Z) e opportuna sabbia, vagliata e pulita, è possibile riproporre intonaci rustici di ottimo livello qualitativo, più affini alle tipologie edili storiche tradizionali e congeniali al contesto del risanamento posto in essere.
Prima della naturale asciugatura delle murature risanate, utilizzando la medesima tipologia sopra descritta, con l’aggiunta di un opportuno additivo antisale nell’impasto del primo strato di rinzaffo, questo, distribuito su tutta la muratura in modo omogeneo per 1 cm di spessore, fino ad un’altezza superiore di almeno 40 cm ai segni lasciati dalle vecchie macchie di umidità e per tutto lo spessore caratteristico della fascia di intonaco di zoccolatura per un altezza di almeno 50 cm.



Con un inquinamento da sali nitrati superiore allo 0,15% è opportuno, dopo aver realizzato la barriera idrofobizzante, risciacquare con acqua corrente tutte le superfici interessate, a giorni alterni, per almeno una decina di volte o più, se la concentrazione salina fosse elevata.
Dopo un periodo di asciugatura dell’acqua di lavaggio, poco prima di procedere al reintonaco da realizzare secondo le precedenti indicazioni, per isolare eventuali nitrati residui è necessario uno specifico trattamento di impregnazione mediante la combinazione di opportuno reticolante e relative resine idrofobizzanti disciolte in solvente alifatico.

2) Intonaci deumidificanti

Il sistema deumidificante mediante l'impiego di intonaci a calce macroporosi, in alcuni casi, costituisce una soluzione efficace e duratura per il risanamento delle murature.



L'insieme, composto da diversi strati di malte premiscelate a base di calce idraulica naturale, opportunamente diversi fra loro, consente l'assorbimento dell'umidità contenuta nella muratura, ne induce una evaporazione più veloce dalle superfici, rispetto a quella dell'assorbimento, così da mantenere bassa la fascia di evaporazione e mediante opportune granulometrie e additivi essicanti contiene e controlla la formazione di efflorescenze saline indotte dall'evaporazione, garantendo in questo modo protezione e superfici asciutte durature nel tempo.

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1. Scrostatura e lavaggio delle murarure


2. Rinzaffo d'aggangio antisale


3. Realizzazione dell'intonaco macroporoso deumidificante


4. Rasatura di livellamento


5. Finitura protettiva colorata
 


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